Il posto delle favole...
Il posto delle favole
...luogo di scambio tra culture differenti  

Il cacciatore di serpenti ed il pitone

C’era una volta, in un villaggio vicino la grande foresta un uomo chiamato Mutisya.

Lui si sposò con una donna chiamata Mariamu e avevano due bambini. Mutisya per guadagnarsi  da vivere cacciava serpenti nella grande foresta, e vendeva le loro pelli a calzolai per fare scarpe e creatori di borsa in una piccola città non lontana dal villaggio.

Da questa vendita, lui guadagnava un po' di soldi ma la cifra non era alta e la famiglia  viveva una vita povera.

         Ogni mattina Mutisya usciva di casa per andare alla foresta e passava la giornata mettendo trappole per i  serpenti, controllare i terreni già battuti, o cacciando esclusivamente in luoghi dove probabilmente si sarebbero potuti nascondere i serpenti.

         In un giorno fortunato lui riuscì a portare a casa numerose pelli di serpente nel suo cesto, ma molti erano pure i giorni nei quali Mutisya tornava a casa con il cesto vuoto ed in tali giorni sua moglie si adirava con lui.

         In un'occasione, la fortuna sembrò abbandonare Mutisya e ogni sera per due settimane, lui ritornò a casa con il cesto vuoto e la  moglie era dispiaciuta.

         - Cosa hai fatto per due settimane intere? - lo sgridò - passi i tuoi giorni al mercato bevendo birra e mentendomi facendomi credere che vai a caccia di serpenti.

         - Io ci sto tentando – disse - sto controllando ogni giorno tutte le mie trappole. Sto esplorando invano i luoghi più scuri e la gran parte degli angoli pericolosi della foresta. Forse domani sarò fortunato.

         - Tu parli sempre di domani pensando che domani sia un giorno fortunato. Allora da domani ti darò una razione di cibo uguale alla fortuna del tuo giorno. Più fortunato sarai, più cibo avrai.

         Quella notte, perciò, ottenne una piccola porzione di cibo da sua moglie e non dormì per la fame e le fitte allo stomaco.

         Il giorno seguente, lui provò di tutto per  ritornare a casa con almeno una pelle di serpente, ma Mutisya non ebbe fortuna.

         Sua moglie gridò crudelmente contro di lui e quella notte non gli diede cibo.

         La mattina seguente Mutisya si svegliò prima del solito e mentre camminava nella foresta pregava Dio che ricevesse una benedizione e che la sera riuscisse a portare a casa una cesta di pelli di serpente. Per tutto il giorno egli vagò per la foresta e non trovò serpenti. Mutisya  al tramonto, sulla via del ritorno verso casa, aveva fame, era stanco ed impaurito di quello che sua moglie gli avrebbe detto.

         Improvvisamente sul suo percorso, vide il più grande serpente mai visto prima, posto a spirale ai piedi di un albero. Era un pitone che già aveva ingoiato un'antilope e che non si sarebbe potuto muovere facilmente.

         Mutisya si inginocchiò e pregò Dio.

         - Da due settimane, io non bevo una goccia di birra e per due giorni mia moglie non mi ha dato cibo. Questa pelle di serpente equivale a molta birra e molto cibo. Grazie Dio, questo è un tuo dono.

         Mutisya poi  prese una freccia, la pose sul suo arco e puntò alla testa del pitone. Ma lui si rittrasse improvvisamente nel momento in cui sentì il pitone parlare:

         - Tu puoi finirmi. E tu puoi salvare la mia vita. Lasciami vivere ed io ricambierò questo favore dandoti molti soldi e facendo di te una persona ricca.

         Mutisya allentò la sua freccia e disse:

         - Io non ti ucciderò se mi darai molti sol di sino farmi diventare ricco. Dove sono i soldi?

         Il pitone aprì la sua bocca e da qui uscì un uovo rosso.

         - Ascolta - disse il pitone - questo è un uovo magico. L'uovo rotolerà di fronte a te  indicandoti una strada da seguire. Tu segui l’uovo dovunque vada. Ti condurrà ad una caverna. Rotolerà verso un angolo della caverna e lì troverai molte borse di soldi. Prendi solamente uno borsa con i soldi e devi dire all'uovo: “Torna dal pitone possente”. L'uovo comincerà a rotolare di nuovo e ti porterà qui da me.

         - La notte sta calando - disse Mutisya -  è probabile che io non riesca più a vedere l’uovo e perderò la via.

         - Tu non perderai la via - disse il pitone. Quando l'oscurità calerà, l'uovo comincerà a splendere come una stella.

         - Grazie, pitone -  disse.

         L'uovo magico e rosso cominciò a rotolare via e Mutisya lo seguì.

         Alla sera come aveva detto il pitone, l'uovo magico cominciò a splendere come una piccola stella e la sua luce illuminò la via.

         Rotolò e rotolò ancora e Mutisya lo seguì anche nei luoghi dove non era mai stato prima.

         L'uovo magico e rosso cominciò a rotolare via e Mutisya lo seguì.

         Alla sera dopo un lungo  viaggio nella foresta, si trovò in un luogo roccioso. Fra queste pietre vi era una caverna e l’uovo ci rotolò dentro.

         Mutisya lo seguì nella caverna e, quando l'uovo si fermò in un angolo della caverna, vide molte borse di soldi come aveva detto il pitone.

         Egli prese una borsa con i soldi e disse all'uovo magico:

         - Torna dal pitone possente.

         L'uovo ritornò di nuovo verso il luogo dal quale era venuto. Quando l’uovo arrivò dove era il pitone, Mutisya lo ringraziò felicemente. Il pitone ingoiò l'uovo rosso e disse:

         - Quando userai tutti quei soldi e avrai bisogno di altro denaro, vieni a questo albero che è la mia casa e cercami e ti darò altri soldi.

         Mutisya ringraziò il pitone per avergli salvato la vita.
         Egli ringraziò nuovamente il pitone e cominciò il suo ritorno verso casa. Mutisya era impaziente di tornare a casa per poter mostrare a sua moglie tutti i soldi che aveva.

         Man mano che si avvicinava alla sua casa, entusiasta cominciò a fischiare immaginando come sarebbe stata felice  sua moglie nel vedere i soldi.  Egli stava sognando le molte cose che avrebbe potuto fare con i soldi.

         Mariamu stava aspettando il rientro  a casa  di Mutisya.

Quando lei lo sentì, disse:

         - Sei rientrato tardi a casa! Ti avviso! Non otterrai nulla in questa casa se il tuo cesto è vuoto! In tal caso dovrai dormire fuori!
         Lei aveva una frusta nelle sue mani mentre pronunciava queste parole.

         - Io non ho pelli di serpente - disse Mutisya - ma ho qualcosa di meglio.  

         - Cosa mai potrà essere? - chiese Mariamu con interesse.

         Mutisya aprì il suo cesto e mostrò lei la borsa che conteneva i soldi.

         Mariamu guardò le innumerevoli monete di argento e saltò con gioia.

         - Oggi hai realmente provato a cacciare serpenti. Noi ora siamo persone molto ricche. Come hai fatto a guadagnare tutti questi soldi?

         Mutisya raccontò come andarono le cose, del pitone che gli diede l'uovo magico che l'ha condotto alla caverna piena di borse contenenti soldi.

         - Tu sei stupido! -  gridò sua moglie adiratamente quando lui aveva finito la sua storia - C'erano molte borse di soldi e tu ne hai preso solamente una?

         -  Sì, questo è quello che il pitone mi disse.

         - Avresti dovuto prendere tutte le borse! I soldi ci avrebbero reso le persone più ricche del paese. Devi ritornare nella caverna e prendere il resto dei soldi!

         - Ma il pitone disse che io sarei dovuto ritornare solo quando avremmo usato tutti questi soldi.  

         - Questo non è quello che vuoi. Domani mattina  ritornerai alla caverna e prenderai il resto dei soldi. Noi dobbiamo essere le persone più ricche del paese.

         All’alba del giorno seguente, Mariamu svegliò  Mutisya che andò nella foresta.

         Egli trovò il pitone nel luogo in cui l'aveva lasciato.
         -  Vuoi il mio aiuto? - chiese il pitone.

         -  Sì, mi serve il tuo aiuto  -  rispose. Sono venuto per avere altri soldi.

        -  Hai già usato tutti i soldi che ti ho dato ieri?

        - No. Ma Mariamu mi ha suggerito che noi diventeremo molto ricchi se tu ci darai altri soldi.

         -  Non ascoltare tua moglie ma ascolta me. Usa tutti i soldi che ti ho dato prima, poi puoi venire per altro denaro ma solo quando hai finito la quantità che ti ho dato ieri.

         - Li voglio ora  i soldi - disse Mutisya, preparando la sua freccia sul suo arco - o io ti ucciderò.

         - Non uccidermi. Non sei felice con i  soldi che ti ho già dato? Abbi pietà di me e ritorna quando hai finito i soldi.

         Mutisya tenne teso  il suo arco e scagliò la freccia colpendo il pitone. La freccia si conficcò nel suo corpo. Egli preparò un'altra freccia e puntò alla sua testa.

         -  Mi darai l'uovo per mostrarmi la via per la caverna o no? 
         Il pitone alzò la sua testa ed i suoi occhi pieni di lacrime. Disse dolorosamente:

         -  Tu sei una persona spietata ed ingrata. Estrai la freccia dai miei muscoli, medicami la ferita io ti darò l'uovo per condurti alla caverna. Ma ricorda, un cattivo atto miete un cattivo atto.

         Mutisya non diede retta alle ultime parole del pitone.    Egli rimosse la freccia dalla carne del pitone e mise la medicina nella ferita. Il pitone aprì la sua bocca e fece uscire l'uovo rosso. L’uovo cominciò a rotolare e Mutisya seguì  attentamente  la via che lo avrebbe portato alla caverna.

         Finalmente, arrivò alla caverna ed entrò.

         Mutisya prese quante più borse potesse portare e quando uscì fuori dalla caverna pensò:

         - Ora conosco la via per arrivare alla caverna e quest’ uovo non mi serve più.

         Egli lo prese nella sua mano, lo gettò contro una pietra e lo ruppe in pezzetti.

         Appena accadde questo, egli sentì un rumore fragoroso e quando guardò dietro a lui vide le pietre che franavano e chiusero l'ingresso della caverna.

         Con grande paura, si mise affrettatamente sulla via del rientro verso casa.

         Le borse con i soldi sulla sua schiena erano pesanti e lui arrivò a casa molto tardi e stanco per il pomeriggio passato in quel modo.

         Quando tornò a casa, lui notò che la porta era chiusa da dentro.

         Egli chiamò sua moglie.

         - Mariamu! Mariamu! Mariamu, moglie mia , apri per me. Apri e vedi quello che ho portato a casa. Ora siamo le persone più ricche di tutto il paese. Apri in fretta e vedi cosa c’è di bello in queste borse.

         Ma nessuno rispondeva.

         Egli chiamò la moglie per molto tempo ma si accorse che non si sentiva alcun suono dall’interno della casa.

         Quindi decise di buttare giù la porta.

         Quando riuscì a buttare giù la porta guardò con orrore quello che gli si presentava davanti agli occhi.

         Sua moglie e i bambini morti sul pavimento. Mutisya guardò le borse di soldi che lui aveva portato dalla caverna. Notò che tutti i soldi si erano trasformati in ciottoli.

         Era molto agitato, sapeva che solamente il pitone poteva aiutarlo. Quindi corse immediatamente dal pitone a chiedere il suo aiuto. Ma quando arrivò sul luogo appurò che il pitone era morto, i pitoni dalle uova magiche muoiono quando il loro uovo magico si rompe.

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Mzee mkatili na mkewe

Hapo zamani za kale kwenye kijiji karibu na msitu mkubwa kuliishi mtu aliyeitwa Mutisya. Mkewe aliitwa Mariamu na walikuwa na wana wawili. Kazi yake ilikuwa kuwinda nyoka na kuuza ngozi yake kwa watu waliotengeneza viatu na mikoba. Pesa zile alipewa hazingeweza kutosha kulisha famiglia yake na waliishi kwa umaskini.
         Kila asubuhi aliamka mapema na kwenda kwenye msitu na kuweda mitigo mahali ambapo alijua nyoka zingepatikana. Alipokuwa na bahati, angerudi nyumbani na ngozi chache na wakati alirudi bila, mke wake alimkorofisha sana. Wakati mmoja, bahati ilikuwa imemwacha kwa sababu kwa wiki mbili mfululizo alirudi kwake bila chochote.
         -  Kazi gani umefanya hizi wiki mbili? – mkewe alimuliza – lazima uwe umepitisha siku zako na wazee wengine sokoni ukinywa pombe na kunidanganya ulikuwa ukiwinda.
         -  Nimekuwa nikijaribu kuwinda nikiweka mitigo kila mahali lakini sikufanikiwa. Kesho nitajaribu tena.
         - Kila wakati waongea ya kesho. Kuanzia leo, nitakupa chakula kulingana na kazi utakayofanya. Kazi nyingi, chakula kingi nitakupa.
         Usiku huo alipewa chakula kidogo na hakupata usingizi kwa sababu ya njaa.
         Siku iliyofuata, aliamka mapema na akajaribu njia zote za kurudi nyumbani na ngozi lakini hakufaulu. Mkewe alikuwa mkali na hakumpa chakula.
         Asubuhi iliyofuata, alienda msituni akimwomba mungu amsaidie ili arudi nyumbani na ngozi. Alizunguka msitu wote na hakupata chochote. Njiani akirudi nyumbani akiwa amechoka alikuwa na uoga sana akifikiri lile ambalo mkewe angemwambia. Kwa ghafla alimwona nyoka mkubwa ambaye alikuwa hajawashi kuona. Alikuwa chatu aliyekuwa amemaliza kumla swara na hangeweza kutembea.
         Alipiga magoti chini na kumwomba mungu:
         - Kwa wiki mbili sijaona pombe na kwa siku mbili mke wangu hajanipa chakula. Ngozi ya huyu nyoka ni pombe nyingi na chakula kingi.
         Mutisya aliutoa mshale wake na kuutamakichwa cha chatu. Kwa ghafla, alirudi nyuma alipomsikia chatu akiongea:

Wewe unayemaliza.
Wewe unayeweza kuokoa.
Tafadhali okoa maisha yangu na nitakupa pesa za kukutajirisha.

Mutisya alimjibu:

  1. Sitakuua, pesa ziko wapi?

Chatu aliufunga mdomo wake na akatoa yai lekundu.
- Sikia – akasema – hili yai ni la ganga. Litazunguka (gagamiza) mbele yako likikuonyesha njia. Lifuate popone liendapo hadi kwenye pango ambapo kwenye kona moja utapata mifuko mingi ya pesa. Chukua mfuko mmoja na liambie yai likurudishe kwa chatu. Litagagamiza na kukurudisha hapa.
- Giza laja na naweza kukosa kuliona yai.
- Huwezi – alijibu chatu. Giza likija, yai litamulika kama nyota.
- Asante sana chatu – Mutisya alisema.
Yai lilianza kugagamiza na Mutisya alilifuata. Giza lilipokuja, yai lilitoa mwangaza na baada ya safari ndafu alijikuta kwenye pango. Yai lilimpeleka kwenye kona moja na kapata mifuko ya pesa. Akachukua mfuko mmoja na akaliambia yai “nirudishe kwa chatu”.
Yai liligagamiza na kurudi kwa chatu. Alipofika, alimshukuru kwa furaha. Chatu alilimeza yai na akamwambia:
- Utakapomaliza kuzitumia hizo pesa, njoo hapa huu mti na utanipatia ili nikupe zaidi. Asante sana kwa kuyaokoa maisha yangu.
Mutisya alimshukuru tena chatu na akarudi nyumbani kwa furaha akimfikiria mkewe. Alifikiria vitu vingi ambavyo angefanya na hizo pesa.
Mkewe alikuwa nyumbaniakimsubiri na alipomsikia alisema:
- Kwa nini umechelewa, nakuonya usiingie hapa ndani kama kikapu chako ni kitupu. Utalala nje.
Alikuwa na kiboko mkononi alipoyatamka maneno haya.

- Sina ngozi, lakini niko na kitu kizuri zaidi ya hiyo – alisema.

- Ni nini? – aliuliza.

Mumewe alikifunga kikapu na akamwonyesha pesa zilizokuwa ndani yake. Aliziangalia na kuruka juu kwa furaha.

- Leo umejaribu sana. Tumekuwa matajiri. Ulizipatia aje hizi pesa?

Akamweleza vile alimpata chatu na safari ndefu aliyoifanya ili kuzipata pesa hizo.
- Wewe ni minga sana! – Mkewe alimkemea alipokuwa amemaliza kumhadithia.
- Kulikuwa na mifuko mingi na ulichukua tu mmoja?
- Ndio, hivyo ndivyo niliambiwa na chatu.
- Ungechukua mifuko yote ambayo ingetufanya tuwe tapiri zaidi nchini. Lazima urudi uzilete pesa zingine.
- Chatu alisema nirudi kuzichukua pesa zingine wakati tatakuwa tumezimaliza hizi tulizonazo.
- Hutafanya hivyo. Utaenda kesho asabuhi na uzilete zizizobaki ili tuwe tapiri zaidi.
Siku iliyofuata, mkewe alimwamsha mapema Mutisya na akaenda mwituni. Akampata chatu pale pale alipomwacha.

- Unataka usaidizi wangu? – chatu aliuliza.
- Ndio – alijibu – nahitaji pesa zingine.
- Umeshazitumia zile nilikupa jana?

-   Hapana. Lakini mke wangu anataka tuwe tapiri. Lazima utupe pesa zingine.

         - Usimsikize mke wako lakini nisikize mimi. Kwanza tumia pesa nilizokupa halafu uje zitakapokuwa zimekwisha.


         - Nataka pesa sasa – Mutisya alisema – la sivyo nitakuua.
         - Usiniuwe, mwanadamu. Huna raha na pesa nilizokupa? Kuwa na huruma nami na urudi wakati utazimaliza zile nilikupa.
         Mutisya aliuchukua mkuki wake na kumlenga chatu kwa tumbo. Akachukua mwingine na kumlenga kichwani.

- Utalitoa yai linipeleke pangoni au la?

Chatu aliinua kichwa chake na macho yake yalikuwa yamejaa machozi. Akasema kwa uchungu:

Wewe ni damu bila huruma na shukrani
Toa mshale kwenye misuli yangu na uweke dawa kwenye kidonda
Halafu nitakupa yai
Lakini kumbuka
Mbegu mbaya huzaa mmea mbaya.

       Mutisya hakushughulika na maneno ya ghati. Alitoa mshale na kumweka dawa, chatu alifunga mdomo na kulitoa yai.
       Lilianza kugagamiza na Mutisya alilifuata pangoni kwa utaratibu. Mwwishowe walifika na kuingia pangoni. Mutisya aichukua mifuko yote aliyoweza kubeba na alipotoka nje ya pango, alifikiri:

- Sasa najua ya kwenda pangoni na silihitaji yai.

Alilichukua na kulitupa na likapasuka. Wakati lilipasuka, alisikia mgurumo mkubwa alizatama nyuma na akaona mawe yamevunjika na kuziba mlango wa pango. Kwa uoga alirudi nyumbani kwake akikimbia. Mifuko ya pesa mgongoni ilikuwa milito sana na alifika akiwa amechoka sana.

Alipofungua mlango, alipata umefungwa na ndani. Alimwita mkewe:

- Mariamu! Mariamu! Mariamu! Mke wangu nifungulie. Ona kile nimeleta nyumbani. Sisi na tapiri zaidi. Fungua na uone miujiza ya mifuko hizi.

Hakuna aliyejibu. Aligonga mlango kwa mda mrefu lakini hakukuwa na majibu yeyote. Akaamua kuuvunja mlango. Alishtuka kuona kile kilichokuwa kimefanyika. Mke wake na watoto wake wamefuka na chatu wamewazunguka. Aliangalia pesa alizoleta na kuona zilikuwa zimebadilikana kuwa mawe.

Kwa huzuni alijua ni chatu tu angeweza kumsaidia. Alikimbia kwenda kutafuta usaidiziwake. Alipofika alipoishi chatu, alipata kama amekufa kwa sababu alikufa wakati yai la ganga lilipopasuka na kuvunjika.

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