Il posto delle favole...
Il posto delle favole
...luogo di scambio tra culture differenti  

Com'è fatto il mondo

C’era un uomo vecchio che aveva un figlio ancora ragazzo, intelligente e vivace come pochi altri. Peccato solo che fosse un ingenuo e non riuscisse mai a decidersi: il primo che parlava, lui gli dava retta.

         Un giorno, mentre il vecchio stava seduto davanti alla porta di casa, il ragazzo tornò dai campi, tirando l’asino per la cavezza. Suo padre lo guardò a lungo, pensieroso, e poi chiese:
         - Figlio mio, lo sai com’è fatto il mondo?
         Il ragazzo lo guardò, ma rimase in silenzio: era evidente che non sapeva cosa rispondere.
         Allora il padre ripeté:
         - Su, dimmi: sai com’è fatto il mondo?  
         Ma il figlio non poté fare altro che scuotere la testa:
         - Spiegamelo tu, padre, perché io non lo so dav vero.

         Allora il vecchio si alzò e disse:
         - Farò di più che spiegartelo, te lo farò vedere; io, tu e l’asino ce ne andremo in giro finché non avrai davvero capito com’è fatto il mondo.
         Cosi si incamminarono verso il villaggio più vicino, e quando la gente che ci abitava li vide passare, ci fu un vecchio che osservò:

         - Ma guarda! Quei due hanno un hell’asino robusto e se ne vanno a piedi: è incredibile!
         Il figlio, che aveva sentito, disse:
         - Non ha tutti i torti, padre. Perché non sali sull’asino e ti riposi un pò?
         Il padre sorrise e montò in groppa all’animale, mentre il ragazzo continuava a camminare accanto a lui, e dopo un po’ arrivarono in un altro villaggio. Là incontrarono un gruppo di giovani che si fermarono a guardarli ed esclamarono:
         - Che vecchio perfido! Lui sull’asino e il ragazzino a piedi! Perché non gli fa un po’ di posto accanto a lui? Quella bestia è così robusta che potrebbe portare tre persone.
         - Non è un’idea del tutto sbagliata, però. Che ne dici? - chiese il figlio, e il vecchio rispose:

         - Se la pensi cosi, sali in groppa davanti a me. Io non ho niente in contrario.

         Cosi proseguirono, tutti e due sull’asino, finché non capitarono in un terzo villaggio e passarono davanti a due graziose ragazze che stavano attingendo l’acqua al pozzo.

         - Povero asinello! - disse la prima - Così piccolo e delicato, deve portare due uomini in groppa. Quel vecchio dev’essere terribilmente avaro: avrebbe dovuto prendere un asino per sé e uno per il ragazzo.

         - Ma visto che ce n’è uno solo, dovrebbe cavalcarlo il ragazzino, che sicuramente è più leggero - disse la seconda.

         Il vecchio, vedendo che suo figlio si agitava, imbarazzato, sospirò e fece:

         - Scommetto che hai cambiato opinione un’altra volta. E va bene, io scenderò e tu resterai in groppa, se questo può farti contento.

         Camminarono un altro pò, il figlio sull’asino e il padre a piedi, ed ecco un quarto villaggio all’orizzonte. Quando vi entrarono, una vecchia che stava sulla porta di casa quasi strillò:

         - Che scandalo! Non avrei mai creduto di vedere una cosa simile! Quel ragazzino non ha il minimo rispetto per la vecchiaia: guarda come se ne sta in groppa all’asino, mentre il suo povero padre va a piedi! Ai miei tempi queste cose non succedevano.

         A questo punto padre e figlio si guardarono e scoppiarono a ridere, poi si fermarono e si sedettero sul ciglio della strada.

         E il vecchio disse al ragazzo:

         - Ora hai visto con i tuoi occhi e sentito con le tue orecchie. Così è fatto il imondo: bisogna prendere o lasciare.

         E aveva proprio ragione: o si fa una cosa, o se ne fa un’altra, e chi cerca di soddisfare tutti finirà per scontentare il mondo intero, perché non esistono e non sono mai esistite due persone che la pensino esattamente allo stesso modo.

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Ni aduna binedo

Bena wadiou maguette la wone mou amone dome djou goor ndiagamare, ku soopp mellené aye moromam.
         Llou ko yax moy daffa nekk bena nopp, the xamoule loumu beugue: ku ndiaka wax ak mome dalay gueme.
         Bena beuss gorgui tokk thi buntu keuram, doomdji diougué tolle, di wommatt mbamame. Baye bi xolko lou yague, di xalatt, rek mu lath ko:
         - Sama doom ndax xamga ni aduna bindo?
         Xalé bu goorbi xolkoné né patt woronané xamoul loumùye tonu.
         Rek baydji bamtu watt ko:
         - Way, waxma ni aduna bindo?
         Doomdji meunule wone ludul yeugale bopame:

- Wax ma ko bay, ndax man xawmako deugue, deugue.
         Gorgui diok rek waxko:
         - Dina deff lu opp wax lako damala koye wane; mane yaw ak mbambi dagnouye ande doxantu ba bagaye xam nu aduna binedo.
         Rek gnou tambalé dem thi deuk du guena djigué ba wa deuk-ba guiss lene gnouye rombe. Mou amone ben maguette bulenedi xol:
         - Xolalma li! Gnargni am nagnou mbaame bu rafette rey thà soure gnom gnuy dox: munumako gueem!
         Doomdji, migui ko done degue, rek wax:
         - Dioumul dé, bay. Lutax muno ware thi mbambi ga nopalu tuti?
         Baybi rée yek thi kaw mbaambi, doomdji di dox thi sene wett, ness tuti gnu yegue benene deukk gnu roombe ay ndaw you baré rekk gnou yuxu:
         - Gorgu doy ware, mome thi kaw mbambi doomdji di dox! Lu tax duko may mu tookk thi wettame? Ndax mbaambimeunalene attane gnom gnar gneupp ba niette.
         - Dioumugnu dè lo thi xalatt? - Mu lath-ko doomdji, rek gorgui ncpalu:
         - Soko xalaté nonu, warale sama kanam awma lene lu may wax.
         Gnuy yegali sene yone gnome gnare gneupp thi kaw mbaambi babagnoy diott niettelu deuk-bi xalè you djiguene yuy rotte thi tene-bi.          -        - Nday sane bi mbaame - wax kena-ki - ak noumu ndawé ni, ak ome mu wara yenu gnari nitt. Gorgui dè ku nay la wara done daffa warona dieul ndiari mbaame mome ak domame yeepp kunè bena.

- Wayè bu fekkè bene rek lagne am doomdji moko wara war ndax mo guena oyoff - wax kenen-ki.

         Gorgui, guiss doomame-bi russ diaxlè, mu noyi rek wax:

         - Lerrenamani sopi ga xalatt watt. Baxna, mane dina wath yaw ga war-ko su fekké dena la begue lo.

         Gnou tambalé dox tuti, doomdji thi kaw mbaame-bi gorgui di dox gnou yegue thi nientellu deukk-bi bena makk bu nekone thi buntu deukk-bi danaka youxouna:

         - Llu dooy waragui! Moussuma xalatt né dina guiiss lu melleni! Bi xalè dè amoul worma thi mak: xolal ni mou warè mbaame-bi tè bayam bu sone bi di dox! Thi samay djiamono lu melleni kene sagnuko wone.

         Fi gnou yekk-si doomdji ak baye-bi xolantè rek tambalè di rèe, rek gnu wath tookk si wettu gnonbi.

         Rek gorgui waxko doomdji:

         - Legui guiss-ga ak saye beutt degue ak say nopp. Ni la aduna bindo. Dagay dieule wala ga bayi.

         Thé nak waxona deugue: wala ga deff lene wala ga deff lènène, tèku beugue deff lu nex gneupp dagaye sonu rekk, ndax amoul thè moussul am gniar gnou ndouroo xalatt.

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