Il posto delle favole...
Il posto delle favole
...luogo di scambio tra culture differenti  

Lo straniero e il cimitero

C’era una volta un Uomo che viveva da solo e che un giorno, pensando fra sé e sé, decise:

         - Basta, mi trasferisco, andrò a vivere in un altro luogo.

         E presto fatto si mise in viaggio, camminando a lungo, senza mai sostare, trasportando con sé le poche cose di cui avrebbe avuto bisogno nella sua nuova vita.
         Quando finalmente raggiunse un villaggio che gli sembrò adatto e sufficientemente accogliente per stabilirvisi, cercò subito qualcuno degli abitanti e si fermò a discutere con loro chiedendo informazioni sulla gente, sui costumi e sugli usi di quel luogo.
Infine, incuriosito da ciò che vedeva e che ascoltava, disse ad alcuni che si fermarono a parlare con lui:
         - Amici, gente di questa terra, sono qui per vivere con voi. Giacché vivo da solo, mi sono messo in cammino giorni fa, e ora che sono giunto fino a qui, vorrei fermarmi e vivere fra di voi. Sono solo, non ho famiglia e sto cercando un luogo in cui cominciare questo nuovo tratto della mia vita.
         E quelli gentilmente gli risposero:

          - Che tu sia il benvenuto, se questo è ciò che desideri. Puoi fermarti a vivere con noi, c’è abbastanza spazio e sarai ben accetto da tutta la comunità; potrai avere una terra in cui  costruire la tua casa e che potrai coltivare per procurarti di che vivere.

         - Perfetto - rispose l’uomo - vi chiederei allora di  condurmi al cimitero del villaggio per avere un’idea della vostra storia e delle persone che vivono e che hanno vissuto qui. Vorrei staccare alcuni rami delle piante che proteggono le vostre tombe e usarli come base per la mia futura casa.

         Gli abitanti del villaggio condussero lo Straniero al cimitero e quello, quando arrivarono, cominciò a domandare agli uni e agli altri:

         - Di chi è quella tomba?

         - Quella è della nostra antenata.

         - E quella, quella di chi è?

         - Quella è di nostro zio.

         - E quell’altra allora, di chi è?

         - Ah, li è sepolta nostra madre.

         - E quella là un po’ in disparte che sembra addirittura abbandonata? Quella di chi è?

         - È la tomba di un tale nessuno, che arrivò un giorno al villaggio per vivere con noi. Quando fu tanto vecchio da morire, lo seppellimmo lì, e li continua a stare - risposero gli abitanti senza prestare troppa attenzione alla domanda.

         - Bene, vi ringrazio delle vostre spiegazioni, ora credo che possiamo ritornare al villaggio.

         E mentre ritornava con gli altri verso il villaggio, l’uomo, sentendo la voce che gli veniva dal cuore, pensò:

         - Se mi fermo qui per vivere con queste persone, in caso di bisogno nessuno di loro sarà disposto ad aiutarmi e, nel caso in cui la vita sia con me severa, costoro non mi saranno vicini in nessuna maniera. Meglio riprendere il cammino e cercare un altro luogo in cui fermarmi.

         Così riflettendo fra sé e sé, ritornò al villaggio, si accomiatò da tutti ringraziando per l’accoglienza, e si rimise in viaggio.

         Camminò e camminò, percorrendo molti chilometri, riposandosi in rifugi che incontrava lungo il percorso e procurandosi il cibo via via che attraversava piccoli villaggi e gruppi di famiglie organizzate tra di loro. Ma un giorno giunse a un villaggio che gli pareva perfetto per stabilirvisi e incominciare una nuova vita.

         Gli abitanti, sorpresi e incuriositi dall’arrivo di uno straniero, gli si fecero incontro e quando si fermarono a pochi metri da lui, l’uomo cominciò a parlare:

         - Amici, sono giunto fin qui perché vorrei vivere con voi. Sono da solo e non ho famiglia e sono da giorni alla ricerca di un luogo in cui stabilirmi.

         Gli abitanti lo accettarono con piacere:

         - Ottimo, che tu sia il benvenuto nella nostra comunità. Potrai fermarti per tutto il tempo che vorrai.

         Udendo quelle parole di benvenuto, lo Straniero si sentì tanto bene e abbastanza in confidenza da chiedere:

         - Vi ringrazio. Per quel che mi riguarda, mi piacerebbe che qualcuno fra voi mi portasse a conoscere il vostro cimitero.

         E quegli altri:

         - Ottimo, nessun problema, andiamo!

         Partirono dunque tutti insieme, dirigendosi verso il cimitero del villaggio. Quando arrivarono, l‘uomo cominciò a domandare:

         - Le tombe che si trovano qui, sono tutte dei vostri familiari o esistono, forse, altre persone sepolte qui che erano di altri paesi e di altri luoghi, giunte fin da voi per le ragioni più varie ma che alla fine costruirono qui la loro vita?

         Gli abitanti così gli risposero:

         - Guarda, quella è la tomba di nostra nonna, quella lì è del nostro zio più anziano, quella di nostra sorella e questa di nostra madre...

         - E là, esattamente un poco più in là di quella di vostra madre? Di chi è quella tomba?

         - Là è sepolto un amico che giunse al villaggio molto tempo fa per vivere con noi, non aveva famiglia, così quando è morto, lo abbiamo seppellito qui, vicino, accanto alle nostre tombe.

         L’uomo, decisamente soddisfatto per quella risposta, terminando la conversazione disse:

         - Bene, vi ringrazio, ora credo che possiamo ritornare al villaggio.

         Quando arrivarono al villaggio, l’uomo cominciò a riflettere su quella voce del cuore che gli diceva:

         - Queste persone sono di buon cuore; se mi fermo qui, un giorno in cui potrò aver bisogno di appoggio loro mi aiuteranno e nelle difficoltà non mi lasceranno da solo. Quando un giorno verrà la mia sorte e morirò, so che almeno loro mi seppelliranno in un posto appropriato e protetto.

         L’uomo decise di fermarsi e cominciò a costruire la sua dimora.

         Il fatto che lo Straniero chieda di prendere alcuni rami delle piante del cimitero per farne la base della sua casa è una dimostrazione della sua volontà dì integrarsi nella comunità; integrazione che necessariamente passa attraverso la richiesta della benedizione degli antenati.

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Ganguii ak seukyii

Bena beussla wone bena goor dane dundu mome kessè rek bena beuss, muy xalatt thi biir xelem rek mu wax:

  1. -         Doyna legui damay toxu deem thi bene deuk.

         Thi sassi mu door tukem, door tuki bu yague, thè xadioul bene yone, mu yobalè ak mome lu tutti thi lumu soxla thi dundame.

         Bimu diottè bena deuk gni koy ndurole gnu am tèranga pour mu santhie, thi sassi mu sette thi wa deuk bi kumu waxal lath ko thi wa deukbi, thi sene adaa sene doxaline ak sene nekin yiye dox thi deuk-bi.

         Thi diaxlè, mu dagne coumpa thi lumu done guissak dègue, thi gnu done taxaw wax ak mome:

         - Xaritteyi, wa deuk-bi, dama gneuw fi guir dounda ak yene. Daax mame amouma ndiaboott thè beuga door dounda bu bess, doorna sama yone beusseyè legui yekessina bathi yene, legui nakk dam abeugone tokkefi dounda ak yene. Mane rek la, awma ndiabott thè damay wutt deukk bo xamnè mana door dounda bu bess thi sama adouna.

         Gnom tamitt ak bax tontuko:

-         Dallal ak diam, su fekkè loluga beuga. Meunga took-fi dounda ak gnoun, yatuna thè dinanla naguou nioune nieupp; diga am suff bo xamnè diga meuna tabax sa keur ak fòye baye lo doundè.

-         Baxna - tontu wadji - dama begue gueen yobuma thi seuk-guou deukk-bi ndax ma xam sene demba ak gniffi deukkone ak gniffi gnewone deukk. Dama beugone dieul yène bante youye yiir seuk guir doorè ko sama keur guima wara defare.

         Wadeuk-bi yobuko thi seuk ya thè, bagnou yekkessè mu door di lath gni ak gnè:

- Ki kan là?

- Bane moye bu sene mame.

         - Bè nak, beul nak kan la?

         - Bi sunu bossu nidjiaye la.

         - Bè nak mome, kan là?

         - Ah fè mome sam yaye lagnefa sul.

         - Ké thi kanamam thè melleni dagne ko setane? Koku kan là?

         - Koku dè bamèlu kènela, ko xamni daffa gneuwone thi deukk-bi dounda ak gnoune. Bimu dèmè ba make mu dèe gnu soule ko fi, mu nekk-fì batay - tontu ko wa deukk-bi thè defule sakh xel thi lathebi.

         - Baxna, dieureudieuf thi leralyi, legui meunagnou delu thi deukkba.

         Bamouoydelou thi deukkba ak, gangui dègue bena bath bu diouguè thi xolam, xalattena:

         - Suma toguè fi ak gni, suma soxla ndimbale kèna duma am sama ndiott, thè tamitt bu aduna mettè thi mane kènè duma dimbalè thi gnome ak numu menti mèle. Liguene dal moy yegalè sama yone ba guiss bènè deukk buma mana deuk.

         Thi la xalatt thi biir xolam, mu dèlu thi deukk-ba, sant gneup thi teranga bi, mudieulatt gnonam.

         Mouy dox di dox yone you sorè thèy noppalu thi yena guoxyi yii mu done diott doneffa wute lumu lekk mouy dème di déme di rombe ay deukk ay boke you deukk thi sene biir. Wayè beuss bi thi topp mu guiss bèna deukk bukoy ndurok gnu bax thé nèxa deukk ak doratt dounda bu bess. Wa deukk-ba am loulène diaxal ak gnou dagne coumpa thi gangui, gni di ko rombe wayè bimu guissè am gnou taxaw thi wettam, gorgui door di wax:

         - Xaritteyi, yekkessina ba fi lègui sama tukki diex dama beugue deukk-fì ak yène. Mane awma ndiabotte ay fanagui may dox di wutt deuk buma tookk.

         Wa deukk-ba nagouko bèguetè:

         - Baxna loole, dallal ak diam thi sunu biir. Meunegafè tok ba sayo beuguè.

         Bissimilla, gorgui bekk lol thè xelmi dal bamu lath:

         - Maguiléne sant. Lima beugue dal moy guène wanma seukkgui deukkb-bi.

         Ak lane:

         - Baxna, amoul bena diaffè diaffè, nagne dem!

         Nagne dem nioun gneupp thi seugou deukk-bi. Bi gnou yekkessè, gorgui di lath:

         - Seuk yi nekkfi gnome gneupp sène mbokke lagne amna gnoulène rax du niakk yene nitt yougnoufi soul thè bokone thi yènène xette mbirru aduna tax bagnu tokkefi santhefi sène keur?

          Wa deukk-bi ni lagne fi teudè:

         - Xolal, bè sunu bamèlu mame là, belè né sunu boosu nidjiaye bi guena mag, bè sunu djiguène bi mak bi sunu yaye…

         - Binak tèmu nèkè né kane moko mome sene yaye? Ku mome seuk-bi?
         - Fè sunu xaritt lagne fa soule ko xamnè fi la done dounde ak nioune. Amoul wone ndiabott, mo tax bimu dèwè gn soule ko fì, si wettu bamelleyi.
         Gorgui, bekk lol thi lignouko wax, ak tontu-bi, guiir djèxal waxtane bi mu wax:

         - Baxna, maguilène sant legui guemna nè meunagnou dèlou deukk-ba.
         Bi you yekkessè thi dukk-ba, gorgui door di xalatt thi biir xelam, ak xolam gnu waxko:

         - Gni gnou bax xol lagnou; suma toguèfi, beusse buma amèu soxla, ak kuma dimbalè,  yome dinagnuma dimbalè thi diax diaxou adouna dougnema bayi mane kessè.Thè beusse buma amè soxla, ak beuss bu sama beuss gneuwè, lu mu dè dè dinagnema soule fu bax ak di topato sama bamelle.
         Gorgui nèe day tokk ba door di tabax keuram.

         Li gangui wax nèe day dieul ay bantu garapp thi armelleyi day wanè beuga beugam  thi book thi deukk-bi; diaxasso ak wa deukk-bi daffa wara diar thi dooley niane mak yi, ak deffko ni deukam. Limoy aduna…

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